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mercoledì 11 marzo 2015

La paura...


C'è una paura più grande di tutte le paure
e viaggia con me nell'ignoto,
ed è la paura di me stesso
che mi segue come un'ombra,
prova le stesse mie emozioni
e le manipola a volte, fino a farmi male.
Io non sono contrario a lei
che mi fa ridere e a volte piangere,
che mi costringe a dire e fare cose che non voglio,
anche a trovare quella forza d'ammazzarmi...
ma la bacio lentamente
perché so che mi somiglia
e che può prendermi il mio tempo,
farmi fare lo zimbello e poi mettermi da parte,
come esaltarmi e ubriacarmi di nostalgie
ed infinite poesie che puntualmente scrivo...
ed è qui, che cresce quella sensazione
di essere un burattino al gioco vilipeso
di lei che se la ride
mentre piango dentro e sudo...
e potrei essere uomo o donna
non farebbe differenza,
alla paura piace carne cruda da mangiare
quando avverte la tua assenza
in quel mondo dove più non ti trovi.
Per questo, prego di morire,
per liberarmi di lei che mi vuol manipolare
e poi gettarmi nel baratro della disperazione...
per la paura d'impazzire o forse di stupire.

Andrea Iaia

lunedì 9 marzo 2015

Confidenze


Non amo spogliarti,
perché se lo facessi 
non resterei ad ammirarti
e non sarei lo stesso,
ma solo qualcuno che vuole il tuo corpo.
Il desiderio può celare finta passione,
quella esteriore, in cui ognuno
vuole perdersi nelle braccia dell'altro
e andare via alla fine,
come un ladro e una certa malinconia
per non aver osato di più.
Rimango di passaggio,
nella fiamma spettrale dell'anima
a chiedermi perché vuoi dividere una notte con me,
e c'è un tempo in cui si lasciano cadere i vestiti
in quel silenzio glaciale dove non servono parole
dopo aver chiuso la porta,
ed un tempo dove il gioco dei sensi
vuole infiammare l'altro
per averne la bocca sulla sua a dividersi la lingua.
Confidenze di un uomo che forse non sa amare
o forse, chiede troppo,
ma mi lusinga ammirare il corpo di donna
e la sua malizia celata,
perché la donna ha un profumo intenso
che ti devi inebriare prima di farci all'amore.

Andrea Iaia

mercoledì 4 marzo 2015

Lenzuola che sanno di noi




Abbiamo fatto all'amore
e poi, lo abbiamo rifatto ancora
in quella pioggia di meteore
che solo i nostri occhi potevano vedere...
e ci siamo addormentati abbracciati,
sfiniti di quella passione lasciata in sospeso
per il risveglio alla luce
in cui avremo ancora la pelle addosso
a raccontarci di noi.
Queste lenzuola sanno di noi,
intrisi di pioggia di umori esplosi,
di bocche affamate e mai saziate nell'intreccio di gambe,
ed hanno saputo riflettere quello che non abbiamo mai avuto
noi che siamo stati entrambi racchiusi
in vite diverse, e che per la mera onestà di non tradire
siamo stati lontani a morire di quello che avevamo perso.
Poi ad un tratto, in quell'occasione, forse l'unica che abbiamo avuto,
in cui il caso o qualcosa ha deciso un incontro,
mi hai detto, seduta e composta 
a quel tavolo di un bar del centro: 
"Ho labbra di fuoco e l'anima in fiamme,
non ce la faccio a resistere e son venuta a cercarti.
Se hai paura del fuoco io me ne andrò a bruciare da sola,
ma se vuoi perderti con me, in quest'unica volta,
io ci sarò ad alimentare la fiamma.".
Ed abbiamo cercato una camera di quelle ad ore 
e siamo stati attenti nello spogliarci per non offenderci
e abbiamo fatto cadere il nostro passato
in quelle paure, ed anche in quelle piccole smagliature
che ci hanno impedito d'essere assieme.
Queste lenzuola sanno di noi
e ti scoprono appena in quel dolce dormire...
nuda e scompigliata nel letto
stai sognando ancora di come ci siamo smarriti
 intrisi di sesso e anche in giochi perversi
in cui siamo dati persino ciò che non si dice.
Ma in fondo, ti vedo felice
ora che ti sei liberata di quella voglia che t'imprigionava
e stai mugolando nel sonno.
Vuoi ancora essere presa in quel modo
in cui ti ho vista entusiasta di darmi ogni centimetro di pelle.
Penso che ti terrò ancora tra le mie braccia
a dimenticarci del tempo e di tutto quello che ci divide
e non so se ci rivedremo,
 ma è bello pensare che ti ho ritrovata
e che queste lenzuola che sanno troppo di noi
sapranno restare in silenzio in questo nostro segreto.

Andrea Iaia

martedì 3 marzo 2015

L'amore è così illogico...


Io ti sento mentre scendi a rivoltarmi l'anima...
più leggera di una piuma
e fragile come una lacrima
che accarezza l'intimo
in quel frammezzo di un vedersi al sole
senza la paura d'incrociare
chi ci conosce bene.
Ti sento come un grande temporale
che sta per avvenire,
silenzioso di quell'attimo che precede
l'umido sul corpo
e fa sciogliere fragranza di profumi
dove mi perdo e mi confondo
in quei tuoi occhi troppo grandi
che sanno dire tutto.
Quel che provo non si può capire
ma è come un libro aperto
in cui si leggono le emozioni di chi le scrive,
ed è così illogico da farmi entrare e uscire quando vuole
in quel sensuale attimo in cui
le regole non valgono
e fa di tutto, perché così vuole la coscienza,
come esplodere senza più nascondersi.
E' come il sangue che circola nelle vene.
Ti può far bene ma anche male
in quella zona d'ombra in cui sei preso...
e vorresti far di tutto
per entrare nel sublime senso del pensiero
di sognare ad occhi aperti
benché gli altri, dicano quel che vogliono..
Ti sento senza inganni
perché tutto è dannatamente vero
e siamo liberi da qualche parte d'inseguirci,
prenderci e spogliarci, amarci sopra un letto,
perché in fondo esaudire quella voglia
seppure di nascosto dalle nostre vite
è un germoglio sopra le ferite.
Si può stare con qualcuno ed anche bene
ma non è amore se c'è solo quel tepore
di darsi tutto per scontato.
L'amore è come un vento che scardina le porte,
ed è così illogico da farti anche cambiare,
ti danna l'anima e ti fa fuggire con un'altra
ad unirti con il corpo
perché ti fa esplodere di nuovo il cuore.
E' così illogico e razionale
che somiglia ad un rifugio embrionale
dove puoi decidere cosa farne della vita.

Andrea Iaia

domenica 1 marzo 2015

Questa sera è diverso

lui: perdersi, spegnere, essere chi sei veramente

Vieni a sederti al mio fianco
perché stasera ho voglia di stare fuori dal mondo
con te e in quel vento che spira coraggio
di andare dove vuole.
So che volevi questo momento,
per cui restiamo in silenzio.
Gli occhi non mentono mai
quando sono confusi negli altri
e sanno parlare meglio
di ciò che vorremmo dire.
L'alba è lontana e questa sera non torno
al solito giro dell'uomo normale
che ruota intorno alle solite cose,
ma voglio una notte da perdermi
nella voglia di te che di me sai come prendermi
per farmi calmare ed anche volare.

Io ti conosco da una vita
e per un sottile gioco perverso 
siamo finiti in due storie diverse
e non ci siamo mai arrampicati
a vedere come fosse la nostra,
forse perché la coscienza ha sempre paura di fare del male
all'amica migliore.
E siamo rimasti a sognare
mentre la vita scandiva
i suoi temporali e le occasioni abissali
in cui abbiamo capito
che non era la nostra quella fortuna
che stava passando.
Ma questa sera io l'abbandono e sarò immorale, 
e nel letto di questo motel sull'autostrada
voglio sentire la tua fresca rugiada
bagnare il mio corpo.

Perciò, spegni la luce e fatti ammirare.
Ci sono attimi da vivere in piedi,
seduti o distesi in un letto
senza sprecare parole...
assaggiando lembi di pelle a piccoli morsi
o bere umori cosparsi di lingua e di bocca
che solo la notte può stendere sopra il palato.
E non siamo ne vinti e ne persi,
ma solo anime che vogliono unirsi
in quel fuoco o quel poco di tempo
di cui abbiamo bisogno.
L'alba è lontana e questa sera non torno
al solito giro dell'uomo normale
che ruota intorno alle solite cose...
siamo entrambi malati di quella passione
cui non vorremmo dividerci ancora.
E cosa diremo a quella parte di mondo che in fondo ci aspetta
  lo lasciamo al domani.
 Abbiamo una notte da perderci
nella voglia di noi che sappiamo prenderci
per farci calmare e anche volare.

Andrea Iaia

venerdì 27 febbraio 2015

Ti ho vista allo specchio e...


Ti ho vista allo specchio e...
nel trucco cercavi l'anima da dare a qualcuno
in un incanto così straordinario
dove pian piano ti trasformavi
in una magica intesa tra donne diverse
ma sempre comuni ed uniche nello stesso io.
 E gli occhi facevano fatica a contenere la luce,
tanto che le tue mani divine gli davano ombra 
con rimmel e giusto fondo,
strana rimonta di te che diventi un'altra 
per compiacerti e per chi ha la fortuna 
d'incontrarti per strada,
e altre volte lo hai fatto in auto,
di corsa e per apparire meglio,
ma in quel modo è stato diverso,
come se stessi cercando un 'evasione
e un'uomo lo sente quando la propria donna con lui non vola.
Non so che darei per farti sentire a tuo agio...
so che una donna cerca il meglio
in quell'unico raggio di sole in cui esce
e vuole incantare, un po' per lasciare il segno
in modo diverso al suo compagno.
E la voglia di esplodere diventa più forte al giro di boa...
non è come l'uomo che caccia e sa dove cercare,
un lungo respiro è come tradire
in quel sogno di ricominciare un'altra vita
ed essere sogno nel letto di un altro.

Ti ho vista allo specchio... 
ed è stato come chiedermi un breve permesso 
di fuggire soltanto per poco
e stare in quel bilico, tra il gioco e il fuoco
che se avvampa non da di sicuro poi scampo.
E ti ho chiesta se stavi via per molto,
se c'era d'aspettarti o rassegnarmi vederti aprire le ali
e mi hai sorriso soffiando lo smalto alle dita...
una libera uscita tra donne soltanto, hai detto,
con un lungo sospiro, ma se ci scappa un bell'uomo
io non te lo dico di certo.
Le donne sono così perfette a farti ingelosire,
a lasciarti in sospeso per essere prese 
di nuovo e più forte di prima,
 e ricordarti che possono amare per sempre
ma anche farti del male se solo lo vogliono.
Un po' come dirmi, che non serve essere bella e attraente
o cadere per forza in un letto...
basta solo un gioco d'occhi, quello che noi diamo a qualcuna, 
mentre abbiamo lei sottobraccio...
come un riflesso di specchi, in cui ammiriamo sempre
chi cammina in maniera così disinvolta
ed è libera anche per un'ora soltanto.

Andrea Iaia

lunedì 23 febbraio 2015

Appesi ai sogni


Siamo appesi alle emozioni
dove ognuno è diviso da quei sogni
che non può raggiungere... 
e un gradino appena di quel sopra non ci basta,
 perché vogliamo l'esclusiva di un faccia a faccia
di quell'oltre, e siamo soli, dannatamente fragili
in quella malinconia in cui ne tu e nemmeno io
abbiamo la soluzione per fuggire dalla delusione.
Si dice che da qualche parte
qualcosa dorme ed aspetta il gran risveglio...
come i girasoli aspettano la luce
per un messaggio chiaro ad onde corte
dall'altra parte di quel mondo
in cui nessuno segue nulla
ma vive quel momento, come fosse l'attimo fuggente
di una canzone alla radio
e che sta parlando proprio della tua vita.
E allora viene un lampo nella mente:
Te lo ricordi quel posto dove dormivano le cicogne?
Dove si andava di nascosto e in gran silenzio per non svegliarle...
e su quell'aspro promontorio
ci luccicavano gli occhi dietro ad un cespuglio...
con l'intesa di non condividerlo con nessun altro 
quel segreto che ci scoppiava dentro.
Ad ognuno poi gli davamo un nome.
E la follia di vedere il tramonto in una fuga?
Il pianto dentro gli occhi per quel timido "Ti amo"
in cui ognuno aveva così tanta paura di ferire l'altro?
In fondo, poi chi siamo, se non la parte giusta di noi stessi...
che si son cercati, ci siam voluti e quei sogni son passati, 
solo che son stati così veloci che non li abbiamo visti
perché a crescere e a capire ce ne vuole
e nessuno sa fermare il tempo.

Siamo comunque diversi e sempre appesi ai nostri sogni
e vogliamo far figura nella nostra storia,
magari lasciare un segno che ci fa vivere
ancora dentro un'altra vita.
Ma aspettiamo la domenica
per evadere in un posto che ci manca
magari lontano, dove forse aspettiamo
l'abbraccio di un nuovo e solitario arcobaleno.
E si sa che quei colori uniscono due mondi,
il grande oriente e l'occidente
ma sempre dopo la gran pioggia...
quella che ti lava la coscienza
e ti pone nudo davanti al tuo io.
Ma io aspetto sempre che qualcosa accada,
magari percerpire un bisbiglio del buon Dio
che mi prepari ad essere più forte
in questo grande viaggio...
e mi sono sempre chiesto cosa c'è dall'altra parte...
e penso alle emozioni che ci siamo dati
anche se di guai ne abbiamo avuti
e il vento non è mai stato a favore della nostra sorte.
Te li ricordi i posti sconosciuti
della nostra periferia?
Quei posti da due lire dove far l'amore persino in piedi 
era una sfida a chi aveva voglia di sorprenderci
e dirgli che eravamo liberi di vivere il nostro mondo.  
I concerti negli stadi solo per poter stare due ore insieme...
in quel linguaggio sconosciuto che solo i nostri occhi comprendevano?
Tuo padre che ci aspettava in piedi
e la paura di un bambino non previsto,
ma che comunque era dentro noi e al posto giusto
per venire al mondo ad un nostro si modesto
e preparagli il suo futuro.
Siamo appesi ai sogni e mi accorgo che ne abbiamo avuti 
e son passati così veloci che non li abbiamo visti
perché a crescere e a capire ce ne vuole.
Restiamo sempre appesi alle emozioni
e in una lacrima che scioglie
in quelle cose belle che son volate...
come quella cicogna svegliata appena
da un battito di ciglia
e accortasi di noi prese il volo.

Andrea Iaia

giovedì 19 febbraio 2015

Contrasti


Vado dove il vento mi conduce,
oltre le apparenze e la leggerezza delle parole,
in quel gran respiro della passione,
dove ho visto il vero amore
incontrarsi e poi ignorarsi
elemosinando una ragione
per trovare la consapevolezza
che non esiste un posto poi migliore
di quello che sto vivendo.
Eppure, ho l'abitudine di tacere
quando avverto quei profumi
che solo un contrasto può diffondere
per essere eccezionale...
ed è bello sentirselo addosso
e dentro la sottile pelle per affinare il cuore
ad essere migliore.
L'orizzonte del cambiamento
è proprio nel deserto e si piange a volte,
quando il bianco diventa nero
o si spegne quella luce per apparire il grigio.
Ma è proprio in quel contrasto
che si torna ad avere fame di quei sogni
che inducono a partire
per lasciarsi consegnare nell'oblio della speranza.
 E sta a chi ci dona compagnia,
a quel tempo che ci vive addosso
darci quel conforto e il divino melanconico respiro,
perché in fondo, siamo come fogli di carta colorata
che stracciata in mille pezzi diventano coriandoli
per lanciarli in aria
 e vedere poi brandelli della nostra carne
cadere a terra... e dare quei soave schizzi
di profumi intensi, tali da rimanere unici
e che entrano nelle nari di chi ci ama per davvero.

Andrea Iaia

giovedì 12 febbraio 2015

Bella la pioggia...


Dietro ai vetri
si consuma il sogno dell'essere oltre,
magari per strada a bagnarsi di pioggia
e nei pensieri degli altri,
a definirti impazzita,
oppure, amabile in un posto fuori luogo
a cercare emozioni.
E in realtà, vivo per sorprendermi,
andare contro ogni logica
senza nessuna ambizione,
semplicemente per vivere la mia vita,
questa vita straordinaria
che a volte appaga e a volte inganna,
ma è per questo che poi si sogna
e si rimane incantati da quell'aspetto
in cui il cielo piange per amore.
Ed è bella questa pioggia
che con le gocce del suo argento 
sembra graffiare il tempo
scivolando e rigando il vetro,
come a scandire le occasioni avute e quelle perse
e a far considerare come sarebbe 
la stessa vita in altre semplici sembianze.
Dietro ai vetri
è come essere spettatori
di scene vissute e perse...
e si contano le assenze nel riverbero dei ricordi,
quelle assenze non volute e che fanno ancora male...
e in qualche modo ci si sente protagonisti
di una storia, che sia vera o immaginaria,
ma comunque da scrivere ugualmente...
perché viene come un amante
che ti travolge e ti trascina col suo vento
dove riposa la poesia
e risvegliarla quando meno te lo aspetti.
Ed è bella questa pioggia
che scandisce col suo rumore
l'inesorabile e sottile tempo della vita 
che passa e ti sorprende ovunque sei.

Andrea Iaia 

martedì 3 febbraio 2015

Tu lo sai...


Tu lo sai come si fa a farsi prendere
dall'apparenza di questa vita
che non finisce ad una storia,
ma continua, come un treno che sfreccia sui binari
su stazioni che passano veloci,
e che seppur insignificanti 
entrano per un attimo dentro il cuore
e ti fanno immaginare un'altra vita,
altri colori e situazioni
con la stessa forza di quel passaggio
in modulati accordi in sintonia di un fraseggio
che solo chi sa guardare oltre
percepisce che le storie finiscono
per un motivo occulto
in cui stanno per aprirsi altre porte.
E sai bene che gli occhi son finestre
di un'anima racchiusa dentro
e che vedono passar di tutto attraverso le emozioni
che ti fanno riscoprire
una incerta e delicata fragilità
in cui sogni di far l'amore
con chi si son confusi in quell'attimo in cui
hanno incrociato la visione
di un qualcuno venuto come un ladro
a complicar le cose
come un assaggio di un'assoluta ambizione
di violare la tua intima dolcezza.
Ed è allora che decidi di cambiare,
perché sai che quello è il tempo
in cui la luce spacca il desiderio
e ti fa tornare ragazzina
con un nuovo sogno da rincorrere
e la speranza di afferrarlo e di restarci dentro.
Il tempo della conoscenza
di un "io" assai diverso che ti sfiora 
e che vuol condividere con un altro
la stessa danza di farfalle disperate nello stomaco.
E ci vuole fiato per gridare forte
che ti sei innamorata ancora
e sai che la storia della vita non si ferma 
a una mediocre delusione...
sai che i tuoi capelli sciolti
andranno a profumar diamanti sulla pelle...
e una bocca assai vogliosa d'assaggiarti.
Perché la vita è una scatola di sorprese
che ti fa ridere e piangere per tenerti un po' sospesa
al meglio che deve ancor venire.

Andrea Iaia