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giovedì 11 luglio 2013

La "musicadentro"

noonesnemesis: Gerard Daran

La chiave del dolce violino
apre la danza di note sullo spartito
che vanno gioiose 
a stabilirsi sul pentagramma.
Quasi come bambini in riga
ad una festa scolastica.
Tu li vedi in disordine,
con qualcuna che si esalta
e sale in alto...
e chi si nasconde
quasi a tenere la testa in basso
ed essere occulto.
Ma tutte sono prescelte
dal suo musicista:
note e crome, biscrome e semibreve
assieme ai bemolle e ai diesis
formano un arco di dolce armonia.
E' il linguaggio di una musica
che può essere gradevole,
un balletto di piccoli alunni
al loro saggio di danza
che apre i polmoni al respiro.
La "musicadentro" 
col suo modo di elevare l'anima
all'alto dei cieli,
è parlare con Dio, scostando nuvole e veli.
Una musica che nasce spontanea
e che hai dentro da sempre
sin dal primo vagito al mondo.
La "musicadentro" può essere un pianto,
una risata, un bacio od un canto
quando sei spensierato
e sciogli il gelo di un certo silenzio.
E' quella che vale, simile a dolce preghiera del cuore.
La "musicadentro"
se tu, che ti emozioni da solo.

Andrea Iaia


Dio, com'è bello...



Dio, come è bello volare 
in questo spazio deciso
dove gli occhi son chiari e afferrano la giusta luce
tra le nuvole e il cielo più azzurro,
sogno più bello, dove il lieve sussurro
è solo quello della mia gioia.
Dondolare fra curve che sembrano battiti d'ali
che spingono a salire più in alto,
dove le altezze così vertiginose
toccano punte ambiziose
per ridiscendere in quel lieve moto
di sensi che vagano dentro una culla.
Dio, com'è bello toccare quel nulla
fatto di battiti e dolci sussulti dentro l'ignoto
per percepire tue mani in lieve carezze
e distinguerle da certi affronti delle amarezze
che tormentano un cuore dentro la voglia
di essere dentro a qualcosa di grande.
Ci sono giorni meno importanti,
ma non per questo cade la notte
nell'emozione che accende la luce
nel mio debole io che dondola
appena ode il tuo tono di voce.
Dio, com'è bello vivere dentro
l'amore che bagna la giusta innocenza...
bianca anima candida
che alloggia dentro ogni coscienza.

Andrea Iaia

giovedì 4 luglio 2013

La donna che balla da sola

urzekajace: Bethanie Badertscher

Ballava da sola oltre la finestra,
e nella sua,
come ad una ipotetica festa...
sensuale ed appariscente
era libera di ondeggiare nel suo mare.
Ed io che l'ho guardata dietro la tenda
ho percepito soave musica nella sua danza,
come un volteggiar di lucida presenza
di ombre celate dentro.
L'ho vista poi spogliarsi davanti a nessuno
per colmare la soddisfazione
di essere donna
e avere l'attimo fuggente
di un palcoscenico mentale
che appalaude alla luce del suo temporale.
Una scena che spesso ripete...
una voglia forse indiscreta
di una donna sola e irrequieta
che cerca nella danza la vita.
Vorrei bussare alla sua porta
e farle un poco di corte...
ma sciuperei l'incanto
che fa sussultare
il magico moto dei sensi
che volgono in dolce passione
per lei che balla da sola.

Andrea Iaia

mercoledì 29 maggio 2013

Dettagli



Dettagli di un corpo esposto alla luce
nel riflesso lucido di un calice amaro
intriso di gocce di calda speranza
che quell'avvento
mai più si ripeta.
Dettagli di segni violacei sotto lo zigomo,
lo sterno contuso a stupro concluso
per mostrare una forza
e una promessa...
di farti piangere e renderti anche sconnessa
alla tua vita.
Tanto, chi crederebbe ad una depressa
una che oggi perdona l'uomo che ama.
Sono dettagli l'infamia reclusa
in uno che non si commuove
e neanche ti chiede scusa
mentre riempie i suoi buchi, 
quelli che rivendica un certo possesso
solo perché una donna è creata per fare sesso.
Dettagli dentro un pezzo di carta
e in un uomo di merda
che raccoglie una forte denuncia
e dice che quando lo prendono
quello si pente e a farti del male poi ci rinuncia.
Dettagli anche quando ti troveranno
a pezzi dentro ad un fosso
e diranno che quelle sono le leggi
di pionieri di stato
ostaggi di certi cavilli.

Andrea Iaia

martedì 28 maggio 2013

Il vento spoglia



Che strano il vento sulla pelle...
lo senti arrivare, avverti il fremito di carne
in quel passaggio di caldo e freddo
e credi che ti stia accarezzando,
mentre invece sta spogliando
e te ne accorgi dopo, che quel che senti
son finiti nei ricordi.
Strana cosa sono i sentimenti...
ti portano così in alto a provare le vertigini
e ti lasciano cadere
in quei sogni che si frantumano di colpo
come quei cassetti rovesciati sopra un letto
dove di colpo hai voglia di ritrovare 
l'identità perduta
in una crisi esistenziale che ti violenta l'anima.
E vuoi cercare fotografie,
lampi di una storia con il batticuore
 dentro il peso dei ricordi,
quelli che non riesci a dimenticare
per un sottile gioco di una voce un po' bugiarda
che ti ha dilaniato in modo assurdo
per farti allontanare da quello cui credevi
fosse un po' speciale.
Che poi lo era per davvero,
solo che il fuoco è dentro quelli che si amano
e sono fragili quando si accusano
per far morire quell'odore di una fiamma
dentro un dramma...
e solo dopo si accorgono che non c'è più il mare
in quegli occhi dove la voglia di uno sguardo
li ha fatti innamorare.
Il vento di parole ha cancellato quel respiro
in cui credevi di morire dentro...
e che scemi poi a violare il proprio io...
e cercare dentro quei cassetti
il bacio sulla bocca di quella strana volta
in cui ci siamo dati tutto.
Non si valuta che il vento spoglia apposta
per portare altrove la tempesta
e quello che ha levato, 
forse, da un'altra parte aspetta.

Andrea Iaia

giovedì 23 maggio 2013

Immersa nel passato



Seduta dentro un volo solitario di un anniversario
il caffè non consola
il planetario di stelle luccicanti nel pensiero
e non raggiunge col suo aroma
il senso di una donna
dentro un uomo cui d'amore sente assente.
E vorrebbe  se potesse
riavvolgere il nastro della vita
per attraversare quelle strade trasparenti
fatte di sorrisi di viandanti
dove l'incontro con la coscienza
ha trovato l'empatia in un uomo
che l'ha portata in una danza d'emozioni.
Che ha lasciato poi sfuggire
in una gravidanza di pensieri
che non era in sintonia coi suoi anni...
è stata preda di una corsa poi verso il crescere
dove si è trovata negli inganni. 
Si sta chiedendo se quell'autunno
non avesse avuto foglie morte
e se quel giorno lei non fosse stato un cane sciolto...
se sarebbe fuggita poi lo stesso,
e se magari un figlio avrebbe compromesso
la sua scelta...
se avesse dato ascolto
a quel corpo di bambina cresciuta in fretta...
forse, il vino sarebbe stato buono
in quel calice di giorni clandestini,
e la lingua avrebbe avuto il suo gusto
dentro la passione di quei baci e morsi sulle labbra.
Ma i giorni sono pagine di un quaderno
dove scriverci quei passaggi
di Paradiso e inferno
in un grande giramondo d'intenzioni...
e forse, ho sbagliato strada poi si chiede,
e lui, era il mio uomo che oggi non possiedo
affoga dentro solitudine
imbrigliata nel concerto suonato ieri.
E come un lampo squarcia il cielo
e taglia il volto racchiuso dentro un velo...
c'è una via che non escludo... sta pensando.
Un ritorno dentro quel passato,
delirio o folle corsa di un'altra scelta...
ma che importa, dice scrollando le sue spalle...
si vive una sola volta
asciugando le chiare sue pupille.

Andrea Iaia 

mercoledì 22 maggio 2013

Non importa...



E non importa se a decidere 
saranno i sentimenti:
c'è sempre un'altra via
nel contrasto delle cose in cui non sai capire...
ed è quel mondo dove lasci i fili che ti legano
all'imbarazzo della scelta
e segui quello che dentro ti sussulta.
Due persone che s'incontrano
non sono solo due che si amano o si odiano
per la vita
ma due mondi paralleli
ognuno così bello e così vasto con i suoi misteri
che non è mai facile capire.
Non importa se ci si prende o ci si lascia...
se ci si sforza di sentire
quello che non è stato detto
o scappare in qualche angolo
di strada o di corsia
 per accettare un compromesso.
Ma saperne farne poesia 
nei tormentati abissi dell'ipocrisia
e dire... dentro ci sono stato pure io.
Gli errori li facciamo tutti
perché siamo poi sedotti
da quel fascino indiscreto
dell'imperfezione in cui dentro viaggia l'emozione...
e il silenzio... ha più parole di un aiuto,
è una mano per tirarti su da dove sei caduto.

Andrea Iaia

domenica 19 maggio 2013

Vorrei...




Vorrei addormentarmi tra i papaveri rossi
e magari sognarti in un'altra vita
mentre il cielo si veste di tramonto
e accarezza la terra ammansita
dalle fatiche del giorno.
Vorrei vedere mio padre
che da lontano ritorna
per quel viaggio fatto senza valigie
e sorridermi nel venirmi incontro
per fare poi due passi con lui
in quelle trasparenze dove è facile perdersi...
e trovare la luce nelle metafore
che sono belle a leggersi
ma difficili ad esserci
se non ci sono i colori dell'anima
a disegnare arazzi come le nuvole.
Vorrei essere ulivo
per abbandonarmi in fronde nel vento
e profumare colline di sentimenti
mentre passano oltre
e mutano in riflessi d'argento nel mare,
e benedire bambini,
quelli che si affacciano al mondo
o quelli che non hanno un domani...
e vorrei essere acqua per scorrere leggera
e riempire solitudini di chi spera
una vita migliore
nell'ipocondriaca voglia di essere ovunque
a dissetare bocche e a far crescere fiori.
Vorrei svegliarmi abbagliato
di una luce mai vista
e vederti così, all'improvviso
dall'altra parte di una tempesta già passata
e salutarmi mentre parto per la brezza leggera
ed essere anch'io immortale
nel tramonto della sera.

Andrea Iaia

venerdì 17 maggio 2013

Volevo dirle...




Volevo dirle,
che a volte, la rabbia si sfoga sull'argine
che accoglie l'impeto
e lascia che poi si ritira
di nuovo nel mare...
e sono onde, smosse dal vento
che non sanno mai dove andare 
e seguono il viaggio dentro l'istinto.
Volevo dirle
che gli scogli accettano schiaffi
dalla rabbia del mare
e pur essendo rocce,
rimangono impassibili 
nel vedere il loro fragore mutare
e infine piangere.
E sono di pietra
e accettano, perché sanno
di essere poi levigati
e resi migliori e poi suggestivi.
La rabbia è solo uno sfogo
e sa dove andare...
perché c'è chi l'accoglie 
senza stare a guardare i suoi difetti,
e volevo dirle... 
che poi il mare torna più azzurro di prima
se c'è chi nel cuore l'accetta
senza stare a guardare il passato...
e che si migliora nel presente indiscusso
se si è ancora dell'altro innamorato.
Ma non c'è stato tempo,
perché il tempo è un lampo che passa
e non te ne accorgi quando sei dentro.
Puoi solo raccogliere cocci
o quello che le onde lasciano
su dune di sabbia...
che sono comunque tesori da conservare,
o segreti da trascinare.

Andrea Iaia

Evanescenze




Evanescenze nello spettro di sera
dove anime vagano
in cerca del lieto riposo.
Una barca traspare tra le onde del mare,
e il vogatore che li accompagna
dove il fuoco lunare si spande
ed apre le braccia
al brillar delle emozioni
è solo un intermediario del tempo
che si apre come una tenda
alla scena che compare in un lampo
allo spettatore da quella luce presa.
E le anime vanno verso l'ignoto
dove il passato non conta più niente
in quel viaggio concreto
e indulgente del loro vissuto.
Tanto, nel mondo siam fragili tutti
dove persino il più forte indossa una maschera...
ma quando ci tocca viaggiare
abbiamo paura e ci cade il coraggio.
Evanescenze nella luce del mare...
compagni che vanno a cercare un'altra vita
e forse son io che cerco una data
per salirci sopra senza paura.
Il seguito poi è un altro viaggio
verso l'ignota luce
di un giorno che albeggia,
dove l'unica maschera sarà la mia faccia
davanti al Maestro pittore
cui il vogator mi conduce.

Andrea Iaia