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martedì 16 aprile 2013

Lei ballava il flamenco




Lei ballava il flamenco.
Gitano connubio di musica e terra...
sinuoso corpo che vibra nell'aria
a scandire il tempo a frammentare la storia.
Lei ballava il flamenco,
amor non corrisposto, 
tenera parte di famiglia spezzata,
 reclusa di giorno e prigioniera di notte.
Libertà dell'essere fuori
e dominare il tempo...
la rabbia implosa
del pianto di un tronco.
Ballava il flamenco e perseguiva un sogno
nella cadenza del ritmo,
agitando le braccia a ventaglio
per l'abbraccio di mistica danza 
scandita da nàcchere
e bianca coscienza lavata da colpa.
E in quel sogno dimenticava la cella,
i passi violenti di notte
che vibravano dentro il silenzio 
e il ricordo sbarrato di occhi
distesi per terra.
Lei ballava il flamenco
per dimenticar l'arroganza  
 di chi le chiedeva sesso e dei soldi
e quel coltello intriso di sangue
nelle sue mani, girato nel ventre
dopo l'ennesima e brutale violenza.

Andrea Iaia

La bambina e il suo cane





Yep !!   I saw it too…

Oltre la luce
l'attesa di un certo compiuto.
La bambina e il suo cane
vivono il silente passaggio
dello sciogliersi d'intricate paure
in quelle sfumature impreviste
che smarriscono strade.
Una piccola palla, la fragilità di un gioco,
ha come una pioggia improvvisa
che bagna la strada
spegnendo il sorriso di un piccolo nomade.
Sua madre tendeva la mano
ad un incrocio
per quegli spiccioli strani
che i grandi danno valore
e vivono di suoni, 
illusioni e rombi di vaghi motori.
E per tenerlo quieto,
gli ha messo in mano quel gioco
mentre era attaccato alla veste
da un lato del marciapiedi...
e come dentro un linguaggio di luce diverso
gli occhi sono sempre quelli che colgono aspetti
mentre assistono senza capire.
La bambina e il suo cane hanno visto l'assurdo
e entrambi si chiedono chi ha colorato 
di rosso la strada...
e dov'è quel bambino sul marciapiedi.
Ma carpiscono il grande dolore di madre
che è simile alla loro visione
di aver perso qualcosa...
e quello di un piccolo gruppo 
come un pubblico che assiste una scena
di un film forse già visto...
hanno il sentore che non si tratta di un gioco.
I battiti in quei piccoli corpi 
sono in sospeso in quella debole attesa
che oltre, in quella luce muta la scena 
e ricompone il gioco 
con piccolo, la palla e il sorriso
per sciolgiere il gelo,
e intanto, restano con lo sguardo proteso,
come a coglierne sfumature
restando sperduti in quell'incompreso.

Andrea Iaia

domenica 14 aprile 2013

Come una dea

gcesab:  Follow In search of beauty

Come una dea,
così bella e innaturale
in quel ritaglio d'incontro
tra il soave profumo dei sensi
in acque smosse del suo ondeggiare
e il brivido di carezze saline.
Sei comparsa nell'intimo
bisogno d'averti
o forse, nell'inconscio 
di quel continuo cercarti,
curva di ali piegate in basso
che s'innalzano ancora
a proseguire il volo con più energia.
Silente...
germoglio dell'acqua
nei riflessi accecanti di luci e bagliori,
odorosa di alghe marine
e di attimi che fanno sognare
hai modulato il sonoro risciacquo
del vestito su pelle
che ha colorato la voglia di sentirti più mia
in quelle trasparenze di lieve follia.
Come una dea
dentro una lieve emozione,
miraggio in chiara forma di adulazione
all'improvviso,
mentre dipingevo una scena nell'aria
sei comparsa in vento odoroso di agrumi,
e di foglie smussate in luce di luna
in quei brevi battiti dentro al mio petto.
E sei sparita così come eri venuta
lasciandomi sospeso nella mia voglia
nel chiaro silenzio del fresco mattino
dentro al mio letto.

Andrea Iaia

Il risveglio


C'è un punto d'incontro
dove l'aria calda sposa la brezza:
è il risveglio dentro una donna
nel chiaro mattino in cui l'anima cerca il suo senso
e si meraviglia dei giochi di luce
dove il riflesso luccica negli occhi.
 La spuma che lascia lo sfogo possente del mare
accarezza la pelle, anzichè la sabbia
per bagnarla di intense emozioni,
e ibrida è quella voglia di fare all'amore
con lo specchio della natura
dove l'aria possiede le chiavi dell'intimo  
tra gli odori dell'aspro salmastro
e il suono delicato di onde.
Con una mano scompiglia i capelli
ed offre il suo corpo in dolci anelli d'acqua
nel contrasto di foglie ondulate dal vento
e il sole che brilla più forte...
e con l'altra, sul ricamo intessuto dello sbatter di ciglia
 come un richiamo a dirgli...
sono nuda sotto... tutto puoi farmi.
Il risveglio è un incontro erotico con la natura 
che scatena sensazioni di libertà
nell'inconscio suono della risacca
dove il passato si coniuga con il presente
e il futuro è negli odori intensi
di resine e d'erbe.

Andrea Iaia

Fuoco dentro me

Steve Hanks


Fuoco dentro di me...
immaginandoti... cercandoti ovunque
ed elemosinando un tenue contatto
per essere lingua che arde
in fiamminga vestale
in cui perdermi e consumarmi.
Fuoco che arde
dentro e fuori la carne,
nell'inquieto del giorno
in cui anche un filo di vento
è la tua mano su pelle
ad offrirmi brezza che dilata gli occhi
e mi trascina nell'impeto di nascondermi
in assolate voglie di lènire l'intimo.
Come un tormento,
soave incontro di bocca deforma
nel breve vagito in cui dita insegnano
brevi passaggi su dolce pianura
e contrimento interiore,
in cui l'invisibile gioca a succhiare nèttare sul fiore.
Avvampa la fiamma
in cui il calore si espande
nel violento impeto che mi confonde
in quell'onda d'orgasmo che non spegne il fuoco...
e sei dentro di me a sfogare la rabbia
come la schiuma che copre la sabbia
e si ritira nel mare.
Può essere un gioco, ma rimane il piacere
 ogni volta che giusto ti penso...
trascinata dai sensi o dall'innaturale
voglia d'averti in quel gioco di luce
in cui non voglio deluderti.

Andrea Iaia

Sarò tua




Ho intravisto la tua di ombra
come un passaggio nel meridiano dei sensi
a tracciarmi brividi profondi e intensi
in quella parte dell'irreale.
Invisibili mani
a percorrere dune di corpo,
tra fianchi ed assaggi di pelle
in frammentati bagliori nelle pupille
a darmi quell'essenziale
voglia di essere tua.
E nella sete di una certa passione
ho lasciato la carne nell'adulazione...
in quella che è poi, confusione di essere in volo
e in sospeso tra l'ardere sola
o lasciarmi cadere nel violento contrasto
di ombre e gambe intrecciate tra le lenzuola.
Sono sicura che passerai
a darmi le vibrazioni del giusto piacere,
il soave sogno è stare in tua sintonia,
e se il tempo è solo uno spazio che ci divide
prima o poi sarai su di me
nell'umido e splendido incontro
in cui sarò tua.

Andrea Iaia

sabato 13 aprile 2013

Nel sospeso di certe emozioni





C'è un incontro di mondi
nel delicato tempo d'attesa,
e un fuoco che arde
nel sospeso di certe emozioni.
E comunque sia,
il ballo del giorno che reclina la testa
sulla parte di tempo
nel suo abito dolce di sera
che dona un tocco speciale all'atmosfera.
E' così che t'aspetto e mi chiedo
da quale parte di mondo arriverai
per dirmi che un temporale
ha impedito l'incontro
o che il vento improvviso è cambiato.
I sogni muoiono sempre al risveglio,
ma c'è chi continua a dormire
e a viaggiare in questo profumo di vita
dove gli odori si mescolano
nelle sorprese.
C'è un incontro soave
di stagioni ed emozioni
nell'incontro di quello che mai t'aspetti che accada
e scomponi il tuo vissuto.
Un continuo cercare di sentimenti
che vogliono essere infine bevuti
come un brindisi ai suoi colori.
E' così che t'aspetto e mi chiedo
da quale parte di mondo arriverai
per dirmi che c'era traffico,
o che hai scordato di essere
dentro ai miei sogni e hai confuso i bagliori.
Andrea Iaia


Mentre aspetti...

 http://retalhos-e-rabiscos.tumblr.com/



Mentre aspetti che il giorno si scioglie
nella parte di te che adesso ti manca
muore la voglia di essere dentro un confine
di quel che sembra irraggiungibile.
Eppure, non si muore sognando,
ma quando cadono quelle speranze
di non avere un incontro.
Sta lì, nell'imprevedibile
la chiave per aprire le porte
e di essere improvvisamente in un altro posto
che non è detto che devi per forza
seguire un traguardo:
le sorprese, gli incontri inattesi
come le cadute e le risalite
hanno il fascino della seduzione
nel tempo migliore di questa vita
anche se un dedalo di un labirinto
confonde e ci rende distanti.
Sei in attesa di un certo qualcuno
e forse qualcosa è andato anche in fumo.
Ma se succedono certi imprevisti
è perché una mano invisibile disegna un altro percorso
e vuol portarti in nuove emozioni.
Lascia stare il telefono,
certe scuse hanno il tempo che fende nelle ferite
per tagliarle ancora nel più profondo
e farti piangere.
Può aprirsi la porta e vedi entrare qualcuno
che prende le tue amarezze e ti riporta a sognare:
basta solo guardare e non abbassare la testa
a contemplare il passato.
Può essere un uomo, una donna,
un cameriere con un certo sorriso
o magari un vento che ti scompiglia i capelli
o uno scemo che balla.
E può essere un suono, un viandante
o un povero uomo
che vuole il tuo stato
per tramutarlo in quello che non hai avuto.
Andrea Iaia




Se un giorno volassi...

painting by Zhang Linhai


Se un giorno volassi...
vorrei bucare il tempo
a veder cosa accade nell'oltre
e lasciare l'odio che congela il corpo
a farlo sciogliere al sole.
Prendere scie di frammenti di spazio
per dipingere i sogni degli altri
come quadri di fiamminghi pittori
per colorare di rosso passione
anche i bagliori di una semplice attesa.
E afferrerei le melodie del sibilare del vento
per farne serenate alla luna,
sedurla ed offrirle le anime un po' disattente
quelle che non s'innammorano mai
e si lasciano illudere dal fuoco che avvampa.
Volare su ampie distese
dove anche l'aria ha il suo peso
ed il pianto del cielo irriga rose per cucire ferite...
e dire a quelli che incontro al passaggio
che s'invecchia non quando
gli anni seguono il verbo del loro passare,
ma quando si smette di innamorarsi.
Se un giorno volassi nei sogni,
entrerei in quelli di tutti
per consegnare le chiavi dello stupore
ed aprire le porte di meraviglia
nel scoprire che l'emozioni non stanno
nel guardare le cose dall'alto,
ma mentre si sale qualunque montagna.
Afferrerei quella di un giovane nato
che stringe il dito del padre nel piccolo pugno
per tenerlo stretto per sempre
e imitarlo a cercare quello del Padre che mi ha dato la vita.
Volare in alto per capire che quando si è sopra
bisogna tendere mani a salvare chi è caduto...
dove il cielo ha bisogno di quelle distese
di pianure e di mare e di terra incolta per seminare.
Se un giorno volassi nel tempo,
lasciatemi andare:
c'è sempre un ritorno per poter raccontare.
Le emozioni, hanno la luce di un lampo.

Andrea Iaia



martedì 9 aprile 2013

Immortali



Oltre, non c'è nulla,
nè peccato e nè dolore
e nemmeno il pianto 
di quello che è passato.
Nulla che la terra possa poi coprire
o che la notte possa addormentare...
gli immortali sognano all'infinito
nel transito di leggenda
sino a quando da padre a figlio
viene tramandata.
Violetta ama Alfredo
nel giro del suo vizio...
oscena incomprensione
della notte che non comprende il giorno
e la sua luce
e toglie a quel ragazzo
la voglia di rapirle il cuore.
Ma lei gli dona un fiore,
dal linguaggio ambito al sacrificio
camelia che se sarà appassita
potrà infine rivederla...
e le dice amami
sapendo di essere in quel gioco d'illusione,
dove l'infido è in agguato
nel vestito della malattia.
Oltre, non c'è nulla,
nè peccato e nè dolore
ma solo quel gran ballo 
che rivive nella scena dell'inganno
e lui l'amerà nell'oltre,
nel trionfo della vita sulla morte.
Gli immortali sono i sogni
che continuano a passare
anche quando non si dorme
o si muore nelle braccia di chi hai amato...
e saranno sempre nella scena
sorridenti e meno osceni
in quell'amore che ha lavato gli occhi
e vivono all'infinito
come i segni astratti di pittura e d'arabeschi.

Andrea Iaia