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lunedì 12 dicembre 2016

Diamoci del tempo

 

Diamoci del tempo
sotto i raggi di sole
che consolidano il nostro avvenire:
questa terra sembra una botola
 in cui nascondiamo segreti e misteri
di quel che prendiamo,
per avviarci lungo il sentiero a mani nude
a cercare quel che ci emoziona
e farne un preludio
che racchiude quel che proviamo
quando ascoltiamo
la voce della coscienza.
Diamoci del tempo,
perché se qualcuno ci apre
 e ci tende una mano,
la coerenza gli dice...
che aspettiamo ancora
gli istanti di quel che ci resta
per emozionarci sino alla fine.
Il tempo consolida attese,
 in cui il meglio deve ancora avvenire
e non vogliamo raccogliere solo le briciole
di quel che viviamo.

Andrea Iaia

venerdì 9 dicembre 2016

Baciami


Baciami e non pensare a nulla.
Ti voglio così ora...
così come mi prende,
perché sono pazza d'amore
e mi ubriaco prima ancora
che il phatos si diffonde
nel cuor dell'empatia.
Siamo leggenda
quando lasciamo tutto
fuori da questa stanza
e rimaniamo soli
con la voglia di prenderci
e arrenderci ai nostri corpi suadenti...
baciami e fammi sentire poesia
sulle mie labbra sporche di tuo...
ti darò la chiave per aprire la porta
e fare entrare il vento del mio e tuo piacere.

Andrea Iaia

 

lunedì 5 dicembre 2016

Sorelle noi siamo


Gira la ruota, gira il mondo
e girano i canti dentro quel fuoco
come un gioco dentro le nuvole sopra la testa
in cui vanno i ricordi a far nascere favole.
E di tempo ne è pure passato
ma il tocco di quel mondo fatato
è ancora negli occhi...
e io guardo e mi specchio
perché vivo il momento
come se fosse ora, presente.
E quel girotondo, che cosa racconta?
Racconta il legame che va
oltre la soglia dell'innocenza...
emozioni e competizioni,
litigi e vestiti passati di mano...
pianti e risate... sorelle noi siamo
come coscienza dell'altra,
pronta a lenire ferite per occasioni mancate.
E la più grande, l'amica segreta.
Quella importante, quella che ascolta
ma anche più odiata
perché sempre più grande,
più vicina al sole che splende.
E gira la ruota, gira il mondo
e girano i canti dentro quel fuoco...
ma i ricordi restano dentro quel gioco
del tempo che indietro non torna...
sorelle noi siamo e resteremo
anche oltre la vita.

Andrea Iaia

 

giovedì 24 novembre 2016

Perfect Day (in memoria di Ale per il suo 28° Compleanno)

 C'è un tempo perfetto per vivere
e fare un mucchio di cose,
come il calore di un abbraccio...
l'emozione che traspare dagli occhi
e l'arcobaleno di colori sul volto
quando questo ti sorride.
E c'è un tempo perfetto
per dare amore, che non è domani, ma ora!
Vorrei aver avuto molto più tempo
per dirti ancora tante cose...
spesso, si è severi con scelte dolorose
e mi si stringe il cuore ogni volta cui penso
che pur avendoti come dono
non sono stato capace di sentire quel suono
in cui magari, chiedevi aiuto.
Una figlia che corre come il vento
è sempre un bel pensiero.
Ed io non ero preparato
e mi si stringe anche il fiato
saperti ora ad illuminar le stelle...
c'è una magia che fa sparire le persone
e i momenti, quelli più belli
nel tempo forse migliore per un altro.
L'amore corre oltre nei giorni in cui si vive
e nelle scelte che si fanno...
vorrei aver avuto il tempo di spiegarti
che un rimprovero non è mai una condanna
ma una luce in cui si passa dentro il buio
per non cadere in un inganno,
e se anche questo è un tempo assai perfetto,
ora te lo dico, che sotto sotto
avevo un debole per te
e che i miei modi erano solo per difenderti
da quel pericolo che purtroppo non si vede.
 Buon compleanno amore mio!
Anche questo è un tempo assai perfetto per dirti
che non c'è giorno che il mio pensiero non ti sfiori...
in cui non ti chiamo amore...
e non c'è sogno in cui cadere e di trovarmi
ancora stretto in un tuo abbraccio.

Andrea Iaia


martedì 22 novembre 2016

Il sogno scioglie il desiderio


Puoi restare legata a qualcuno,
ma dentro, non gli appartieni.
Puoi legare inverni o stagioni più calde,
il sogno scioglie sempre gl'impegni
perché se il cuore e gli occhi,
fanno all'amore prima del corpo nel desiderio,
viaggiano a parte in confronto dell'anima
che è libera e sa dove andare.
Non c'è giorno che sia uguale all'altro
anche se le ore scandiscono il tempo...
e due baci non son somiglianti
come nemmeno gli sguardi
in cui dentro ci trovi refusi
di un dolce passato o di un impavido futuro,
ma il presente è quello che conta.
Puoi restare legata a qualcuno...
puoi essere madre, ma dentro, avrai un muro
e sognerai sempre di oltrepassarlo
per andare da chi t'aspetta
in un'altra dimora.
Il sogno scioglie il desiderio
e libera l'anima dagli impegni del corpo.

Andrea Iaia

sabato 19 novembre 2016

Siamo storie in odori d'incanto


Siamo storie in odori d'incanto
con evidenti sfaccettature
tra pelle e sudore
in cui si evidenzia la nostra coscienza
 come pioggia che ci scivola addosso
e riga sui vetri mentre siamo in viaggio
o intrappolati su un tratto di strada.
Anima in una benefica voglia che rispecchia gli umori
e la tramuta in poesia come fosse un ombrello
per ripararci dai tormenti fugaci,
e farci confrontare con la parte più sola di noi in effetti diversi.
Storie che nessuno racconta.
 E il temporale qualche volta fa davvero paura...
perché bagnarsi vuol dire sbattere contro quel muro
dove la coscienza a volte,
può spararci dritto nel cuore!
Siamo storie che hanno una loro influenza
con dentro pesi che ci portiamo come zavorra...
qualcuno dice che è nella norma provar sofferenza,
che comunque sia, è sempre in odore di vita.
Se dovessi spalancare la mia,
avrebbe l'odore di resina sulla corteccia di un albero
come goccia di pianto perenne,
perché appartengo a quello che ora mi manca.
Sono dentro il silenzio,
quello degli occhi che penetrano proprio dentro la carne,
lusingati dai solchi,
che le mie labbra hanno a lungo baciato.
Eppure, mi hanno detto che avevo peccato
e mi hanno bollato come una storia qualunque...
ma è proprio il tormento dentro il desiderio
che fa rifiorire l'assenza di quello che manca
e lo fa rivivere dentro i ricordi.
Siamo storie in odori d'incanto,
e nessuno purtroppo, sembra rendersene conto.

Andrea Iaia


 

mercoledì 16 novembre 2016

Un amore immaginario


 

 Non devi dimenticare
che un giorno siamo stati male
perché potevano pensare...
gli altri, sempre gente fuori dal coro,
che potevamo avere
una relazione extraconiugale.
Eppure l'amicizia ha un giusto peso.
Può diventar carnale
se non si alzano barriere di difesa,
ma mi son lasciato andare dentro i miei pensieri,
perché quando corre il malinteso
alla fine, quel che si dice
resta comunque acceso
e sotto sotto, desideravo questo amore controverso.
Non devi dimenticare
che sto scrivendo apposta
per dirti quel che penso,
perché altrimenti a voce non saprei da dove cominciare,
la tua presenza dentro la mia vita
sia pure come amica
brucia forte come incenso
ed evapora quando non ti sento,
ti prego, dimmi che non sto impazzendo,
questo sogno mi sta proprio distruggendo.
Eppure, siamo stati coerenti,
ci siamo raccontati le nostre delusioni,
mostrandoci persino le cicatrici
di certe incomprensioni...
ti ho spiato dalla finestra
e persino in strada, sono stato attento
a non essere maldestro...
mi sono allontanato al giusto tempo
 quando volevi stare con le amiche
o nel tuo mondo, con la famiglia di tuo marito.
Un amore immaginario il mio,
e lo sa solo Dio quanto vorrei stare nel tuo letto,
ma ci vuol coraggio a dirti in fondo,
che starei bene a starti accanto,
ma chissà, forse il mio pensiero è solo un seme
per fiorire dentro un'altra vita.

Andrea Iaia

giovedì 20 ottobre 2016

Rossa!


Rossa!
Ancestrale promessa di un cuore selvaggio,
busso al remoto di un sogno
e cavalco desideri celati
dentro l'inconscio di un conturbante disegno.
Viaggio in quel desiderio
che non riesco a reprimere
e sono sangue che scorre senza pudore,
prototipo di uno stile di vita.
Se saprai far posto alle sfumature
e guardare oltre le curve del corpo
senza cadere dentro l'inganno,
noterai cuciture di un abito nuovo
che veste stagioni...
dove dentro si cela una lingua sincera.
 Sono rossa come la filigrana di foglie d'autunno
in cui la linfa si scioglie in scene sensuali
 e divento passione, quando sono normale
ma vipera che morde quando ci vuole.
Il rosso ti attrae?
Ti darò la chiave per meglio conoscermi
se saprai rispettarmi...
so essere emozione in queste candide chiome,
come il tramonto che accende
occhi lucidi dentro un dipinto
speziato d'autore.

Andrea Iaia

sabato 8 ottobre 2016

L'autunno di una volta


L'autunno di una volta dipingeva
ampie varietà cromatiche le foglie,
e nel suo percorso, odori caldi di vitigni,
confondeva la loro linfa nelle delicate striature
sino a farne vie intersecate per alimentare il cuore.
Chi le vedeva staccarsi
e cadere ondulanti, accompagnati da un lieve vento,
s'inteneriva guardarle andare chissà dove,
forse a morire altrove,
e qualcuna più fortunata, finiva per essere raccolta
da ragazze innamorate per farne segnalibri,
tra parole, intense e belle,
quelle celebri d'autore.
Qualcun'altra, finiva al muro dentro un quadro,
ma l'autunno di una volta
aveva i canti dei compagni
che ornavano i disegni dentro i campi
sfogliando i frutti, per mettere nel cesto quelli buoni,
lasciando quelli ancor più verdi a prendere il suo colore.
E il contadino arava la sua terra con un bue legato all'aratro
e si spellava le mani trascinando il peso,
contento era poi al fare della sera
quando un piatto di minestra e il sapore del buon vino
declinava il giorno, ponendolo di frammezzo al sogno
e s'addormentava soddisfatto per un futuro di una buona resa
e sua moglie, invece, d'avere un'altra casa.
Le tramogge eran piene di raccolto di fine estate
e i quaderni, quelli dei segreti,
erano posti in una scatola di latta....
c'era il fuoco nel braciere per i primi freddi,
e lontani erano i pensieri della nonna
con i piedi fra gli alari
che s'addormentava quasi sempre alla sua sedia
con i ferri della lana in mano,
e chissà... se i suoi pensieri andavano
a quel figlio perso nella guerra,
o alle bandierine ostentate a salutare gli alleati,
o alla gioventù passata così veloce come il vento.
L'autunno di una volta aveva l'aria salubre dei primi agrumi,
l'oro fra i capelli nei crepuscoli precoci,
il richiamo di una mamma al suo bambino
che giocava per la strada,
profumi aspri, di querce, leccio e del castagno
che chiamavano al gran ballo della raccolta,
nel segno dell'equinozio.
Ma se domandi ad un ragazzo cos'è l'autunno,
ti risponderà che è la stagione della vendemmia e dei raccolti,
quella che ti prepara al freddo inverno,
della festa d'ognissanti,
e commemorazione dei defunti,
il detto a San Martino dove il mosto diventa vino.
Non sa che è sopratutto il profumo della terra,
del legno che cambia la corteccia...
delle muffe del sottobosco che esaltano gli odori dei svariati funghi...
l'assaggio della pioggia sulla lingua...
la mutazione del paesaggio sotto un altro aspetto.
L'autunno di una volta ti cambiava dentro.
Ti preparava ad un nuovo anno con l'inizio della scuola,
e le merende nel cestino erano fette di buon pane
bagnate sopra di caffè e di zucchero appena ornate
per lenire il morso della fame.
Le sagre del paese avevano canti e suoni
di strumenti un po' bizzarri,
e se chiedi a Gino, il figlio del mugnaio,
oggi, che ha quasi sessant'anni,
ti risponderà balbettando che in autunno riempie il carro
di fieno, biada e paglia per le bestie nella stalla,
che è la stagione degli amori,
e che lui stesso, quand'era alunno
era innamorato della figlia del fornaio
ed aveva inciso un cuore
che ancora sanguina di resina ad un grosso faggio...
e che quell'amore non corrisposto l'aspetta ancora,
perché lei, ora, vedova è di nuovo sola
e come allora, non ha il coraggio di dichiararsi..
L'autunno di una volta toccava nel profondo
il grande cambiamento,
e mio padre, vendendo caldarroste
era in piazza a riscaldare i cuori dei passanti,
e ad incoraggiare quei braccianti che al fare della sera
tornavano dai campi.
L'autunno di una volta è fermo come fotogramma nella mente
e rivedo tutti quelli che se ne sono andati
poveri ma felici e sorridenti
davanti ad uno scatto di un fotografo
con la testa in uno scatolo
e diranno anche di me le stesse cose
quando un lampo illuminerà a giorno il ricordo.

Andrea Iaia

 

venerdì 30 settembre 2016

Che vuoi che sia un appuntamento al buio...


Hai da poco ascoltato un'amica
che ti ha dato consigli preziosi ed un biglietto di vita...
un appuntamento segreto con il destino.
Fuori, l'autunno manda le foglie a bagnarsi di pioggia,
parte di un certo cammino...
in cui devi chiederti se hai il coraggio
di cambiare le regole del tuo destino.
Si sta bene da Dio con chi condivide la stessa intenzione.
E' come bere un vinello,
in cui l'immagine è capovolta dentro un bicchiere
e mentre bagni le labbra
e assapori quel poco di un certo calore,
rimani confusa, ebbra di un sogno sottile
di provare il piacere attraverso un incontro al buio.
Ma può esserci un fine diverso che ti lascia delusa...
l'amore a volte ti prende e ti costringe ad un legame diverso...
e l'illusione è un gioco diabolico
e magari chi te lo propone è come te
che si aggrappa a soluzioni che sanno di erotico...
e ti basta una sedia ed un'ora di un sogno improvvisato...
uno specchio segreto per farti desiderare
e apprezzare da uno sconosciuto.
Stai pensando d'indossare quelle calze comprate e mai messe...
mentre sei in guerra dentro te stessa,
indecisa se andarci o lasciar perdere tutto.
La voglia e il desiderio sono contrasti che accendono un fuoco,
e che vuoi che sia un appuntamento al buio
una donna al tramonto ha bisogno di questo gioco innocente
e passa le ore a sognare
un tempo che ricompone i valori
e un autunno diverso che non sappia di pioggia
ma che abbia odori di talco e di uomo addosso.
Che vuoi che sia una notte in un letto diverso:
nessuno saprà, se non il riflesso di me nello specchio
mentre mi strucco alla fine di questo discorso.
E' un deja vue visto e rivisto e che capita a tutte,
persino a chi come me non conta mai niente.
E dopo, sarò come prima,
in quel nulla che non è mai accaduto.
Nei miei sogni c'è sempre stato un'amante nel letto
che non sia quello vissuto.
Hai da poco incontrato un'amica
e stai decidendo se accettare l'incontro...
un viaggio nel tempo in cui solo tu ti conosci
e sai dove potresti arrivare.
Nulla ti potrà fermare
se non la consapevolezza di poter afferrare le stelle
o di rimanere in bilico
per poi precipitare nel vuoto
mentre sei in volo in quel tuo stesso sogno sino al risveglio.

Andrea Iaia