BENVENUTO/A

IN QUESTO BLOG, VENGONO ASSOCIATE IMMAGINI LIBERE DAI THUMBLR ALLA POESIA DE L'ANIMA E PUOI CONDIVIDERLE, BASTA FARNE ESPLICITA RICHIESTA ALL'AUTORE, CIOE' ME. LE OPERE SONO PROTETTE DA COPYRIGHT SIAE CHE NE TUTELA POSSIBILI VIOLAZIONI E LE PUBBLICAZIONI SONO RISERVATE AGLI USI DI CUI SOLO L'AUTORE PUO' CONCEDERE. LE IMMAGINI INVECE, QUAL'ORA SIANO DI PROPRIETA' COMPROVATE, BASTA FARMENE RICHIESTA E PROVVEDERO' A RIMUOVERLE. SE VUOI ISCRIVERTI, UNIRTI E COMMENTARE IN QUESTO BLOG, CLICCA SUL BANNER SOPRA E LASCIAMI LA TUA EMAIL IN MODO CHE POSSO AGGIUNGERTI FRA GLI APPASSIONATI DI LETTERATURA. A TUTTI COMUNQUE, ANCHE CHI E' SOLO DI PASSAGGIO, AUGURO UNA BUONA SOSTA IN QUEST'OASI DI POESIA E EMOZIONI.

mercoledì 8 febbraio 2017

Ogni volta che te ne vai...


Ogni volta che te ne vai
è come se il mondo si fermasse
in quel delicato accento in cui dimentico chi sono
e fuggo nei rimorsi.
E' come bere del veleno un sorso
e non sai se spendere delle lacrime
o lasciare al tempo di reinventarsi
ancora un filo che lega l'intimo rapporto.
Ci sono frasi maledette,
fatte apposta per dividere...
parole di incomplete lettere
in cui labbra vuote assistono al morire
di quel suono che ti ha fatto innamorare
non appena fuori dalla visuale
la discreta ombra è già remota.
Vai, ti dico... tanto tornerai...
e intanto la paura che non torni
spacca in due quel vuoto desolante
in cui fissi un tempo di scenate,
vestiti stropicciati in una valigia gonfia
più di rabbia che di pioggia
e il tuo andare via senza voltarti.
E so che poi ti fermi a piangere, poggiata al muro...
so che aspetti anche un timido mio approccio
per convincerti a tornare...
scemo che sono a disegnare nella stanza
un bacio ed un abbraccio,
anziché correre a prenderti per mano
e chiederti perdono.

Andrea Iaia

lunedì 6 febbraio 2017

Mi manchi!


Mi manchi...
e sai che potrei gridarlo oltre il muro del silenzio
e questo, potrebbe non sentirmi...
mi manchi come le tinte magiche
che colorano la presenza di quel tempo
in cui insieme, giocavamo con la vita.
Eppure, ho fatto a pugni con il mondo per averti,
io, che sono argine di un fiume che vuol lambire terra...
l'allegria vissuta così profonda
in quegli stessi occhi in cui il tuo modo d'esser vita
ha cambiato leggi di natura
negli stessi muri che ti hanno vista crescere,
e che ora gridano con me la tua assenza
in quel celato pianto che è difficile contenere.
Mi manchi...
e sai che nella notte aspetto quel bagliore
in cui dentro si perde ogni sguardo
che cerca di cogliere flebilmente la tua voce
dove nutrendomi del ricordo
vivo un'altra vita.
E lo stridio di una macchina che si allontana...
il vagito di un bimbo o un calcio ad un barattolo
di un qualcuno che della notte
grida al cielo i suoi problemi,
arricchisce la mia insonnia in quelle scene ormai vissute,
in cui, richiudendomi in quel limbo
dove ancora traspare il tuo odore,
cerco almeno dalle fessure
di farmi attraversare da quella fioca luce,
in cui dentro, relego le mie paure.
Mi manchi!
E puoi sentire come pulsa il cuore
ogni volta che ti penso.

Andrea Iaia


venerdì 27 gennaio 2017

Innocenza


Innocenza è l'anima che plana e si difende
dal pensiero contorto,
mentre sprigiona essenze d'acqua marina
nel preludio che corre sul filo di lana
e che tende a spezzarlo in quel senso perduto
per un'ora d'amore, seppure breve,
anche di qualche minuto.
Innocenza è lo sguardo abbassato,
il desiderio di stare su erba bagnata
con vestiti leggeri e delicati,
dove aleggia la trasparenza
negli occhi di chi la contempla ammirato,
e vuol possederla in un unico pensiero,
in quella luce, dove le vesti sono di troppo
per farla cadere dentro ad un letto.
Dimmi come fai a resistere
nel modo in cui non ti compete
tu donna, a quella pioggia oscena...
perché un uomo è fatto di carne e non chiede troppo,
se non godere anche di un solo strappo di tempo
in occasioni che rende magico
il fuoco che avvampa,
eppure hai anche tu le tue voglie
in quel ritaglio in cui ti spoglii
per offrirti in un pasto
dove la primizia di umori è solo un assaggio della tua innocenza.
Dimmi come conservi quell'anima preziosa
nel sensuale rapporto tra femmina e donna,
e come scindi le cose nel giusto tempo,
perché non sei nè la "Madonna",  e nè, una che inganna,
e un uomo può solo imparare a frenare l'attesa
per cogliere il frutto nel momento che tu hai deciso.
Sai insegnare che oltre l'istinto,
c'è sempre un cervello che scruta l'intesa
e sa apettare,
e innocenza sono anche le poche parole
o una bocca muta, impacciata al rossore di guance,
il pianto improvviso di quelle rinunce,
le ciglia perlate in un sogno che annuncia
che per avere quel poco, che non è solo sesso,
ma un amplesso di cuori che si dicono tanto
anche quando non serve parlare...
e che se vuoi cogliere il meglio bisogna aspettare.

Andrea Iaia

 

lunedì 23 gennaio 2017

Io e te ci siam letti dentro

 

Un'attesa infinita,
la speranza che non muore,
e un letto ancora intriso di sussurri danzanti
come petali di rose che cadono
su pelle bollente
e mai sazio di umori.
Un telefono che non suona,
mentre pronta e accogliente
è la porta d'ingresso che sprigiona
il desiderio d'averti
in un sogno proibito...
e so che verrai a lucidarti gli occhi
su questa pelle che ami
e sai districarti con magiche dita.
Ma com'è che ci siamo smarriti,
folgorati da un lampo al tramonto?
Io ricordo che ero in quello studio legale
dove avevo appena scritto
la fine della mia storia
con uno che non mi è mai stato accanto,
e mentre seduta condensavo le mie ferite
sei comparso con la tua donna,
decisa anche lei di farla con te finita.
Ho visto il brillare dentro i tuoi occhi...
simili ai miei, che a volte,
non riesco a guardarli dentro uno specchio...
eravamo due anime ferite,
in silenzio, a contemplare le loro vite,
strette in quel nodo,
di false promesse e illusioni,
che più si stringeva dentro il fragile petto,
 e più ti toglieva il respiro a mo' di dispetto.
E com'è che siam finiti in questo letto?
Chissà...
se davvero qualcuno decide
il destino di ognuno...
nessuno può scrivere la parola "Fine."
su quel muro banale dove nascono semi di storia.
Io e te ci siam letti dentro
e avevamo in comune lo stesso sogno.
Ora sono qui che ti aspetto,
con quel profumo addosso che a te piace tanto,
e con quel sussulto di correrti incontro
appena busserai alla mia porta.

Andrea Iaia

mercoledì 18 gennaio 2017

La pioggia è...










 Sotto la pioggia c'è sempre un capo piegato
verso il dolce rumore che distende i sensi,
ne l'ovattato impatto di terra e flora
che scioglie il respiro.
E se c'è l'amore, ognuno segue il suo io
dentro quel filo che separa i tempi.
Qualcuno ama tuffarsi dentro i ricordi,
come a frugare dentro l'anima a cercare qualcosa
che rimanda dietro i vetri il suo passato,
e restandosene in casa, osserva i rigagnoli brevi,
quelli gentili d'acqua
che deformano strade secondo il flusso,
associandole a scelte,
giocando ad accompagnarle con dita,
quasi a cambiarne il destino,
e c'è chi inzuppa le scarpe in pozzanghere sparse,
come a sfuggire dalla tristezza di non poter decidere
in nulla sotto la pioggia battente
e se la prende con il cielo.
Una donna protegge il suo ombrello dalle folate di vento,
e come un fantasma compare negli attimi
in cui nulla è prevedibile,
e il suo ostinato andare avanti e comunque,
sconvolge i piani degli altri,
come se godesse di quel cielo livido e plumbeo
che ovatta l'atmosfera,
e del profumo di asfalto bagnato
che si confonde con quello dei viali e giardini alberati.
Sembra una fuori dal tempo,
aliena di un certo vissuto o con un cuore diverso dagli altri...
perché ascolta la pioggia che parla nel muto dialogo
tra l'atmosfera e il grigio perlato
che impreziosisce le foglie e mescola i piani,
mentre gli altri si perdono nei suoni del traffico
e il meglio di questa "Signora" vita, che rallenta il ritmo
per poter nascondere lacrime e odori
di quello che sembra un po' disumano.
Ma se ci pensi, la pioggia è gentile.
Accarezza i volti sotto gli ombrelli
come una madre che protegge i suoi figli
e li incoraggia a non avere paura...
inumidisce le labbra e disseta la terra
per continuare a scrivere fogli di storia.
Fermati un attimo, sembra dire...
e ascolta da un'altra parte, quella migliore
che si perde, nella frenetica corsa ad un arrivo diverso...
La pioggia è un sensuale rapporto con Dio
nella poesia che bagna l'anima
e sposa la dolce natura.

Andrea Iaia

venerdì 13 gennaio 2017

Tra amiche...


Tra un caffè ed un pasticcino
sciolto in un incontro a tre,
si consuma l'alchimia di una primavera a se,
mentre fuori il mondo corre da un'altra parte
e magari nevica ma non dentro il cuore.
Le risate dentro gli occhi
hanno un sogno diluito in un confessionale ad arco
che scocca nei discorsi la sua freccia...
e una donna se è ferita mai non muore,
ma sbatte le sue ali e poi si alza e vola,
e con le amiche, se ci aggiunge un pizzico di sale
può cucinare sopra il fuoco un uomo.
Tra amiche ci si può dir di tutto...
linea e dieta son discorsi in cui il frutto
è quell'intimo di grido
in cui un uomo soffre e suda
se lei non si concede...
e che dire di quel che nella scollatura s'intravede:
una camicetta aperta quanto basta
sa come tirare fuori quel dèmone che può spezzar la corda,
e un uomo si ritrona in una follia bastarda.
Tra amiche vengono fuori quei segreti di un diario personale,
in cui  a dirla breve, negli specchi e nei riflessi dalle vetrine
si giudicano le offerte e si cade nel misurare tutto...
 ad esempio: "Quel commesso, fuori è un figo,
mentre dentro è un gran cretino
e so come giocarmelo a dovere
per lo sconto che mi può dare.
E poi, una donna non è un oggetto da possedere.",
dice la prima, raccontando... mentre il pomeriggio scivola
tra selfie e tirate minigonne...
in cui tre possono di tutto e tra l'altro,
anche a mostrare oltre le proprie gambe
senza essere imbarazzate.
Tra amiche, si può giocare a tornare ragazzine,
che poi, trucchi ed intimo sono solo assaggini
di quel che possono mostrare
a chi se le va proprio a cercare...
e anche se... "son sposata, quel fusto di quel profilo
me lo farei, anche a costo di fargli il filo...",
ammette la seconda, in cui solo un sogno
può oltrepassare quel confine.".
E la terza... "Che peccato rivedersi ogni tanto...!!!
Il mio uomo mi ha usata per un confronto
tra me ed una con le tette delle mie ancor più grandi...
vorrei punirlo con un appuntamento finto,
ma galante di un presunto sconosciuto.".
E poi arriva l'ultima, la goliardia di una bugia,
un'altra freccia per ridere in compagnia...
che racconta di uno spasimante che di fiori ne portava tanti,
e li usava per sedurla e portarla a letto,
ma che quando gli ha confidato sul divano
mentre questo allungava sulla coscia la sua mano
di essere un transessuale
è fuggito come un cinghiale davanti al cacciatore.
Ed è vero che le risate
sono come pillole di zucchero dentro la tazzina
che sciogliendosi ti fanno diventare sbarazzina,
e tre amiche niente può dividerle,
se non un ritorno dentro l'io che conduce verso casa.
E in fondo, chi può saperlo cosa combina fuori una sposa?
Dai... "Facciamoci una foto e immortaliamo
questo incontro.", dice una, come a dire a chi li guarda...
 ricordati che una donna se è ferita mai non muore,
sbatte le sue ali, ma poi si alza e vola,
ma con le amiche, se ci aggiunge un pizzico di sale
sa come cucinare sopra il fuoco un uomo.

Andrea Iaia


giovedì 12 gennaio 2017

E se magari...

 

E se magari oltre questo emisfero
qualcuno ascolta il nostro respiro,
capirebbe che qui sulla terra
si vive sì, una volta sola,
ma intensamente,
e che l'unione di labbra
è più di un semplice bacio,
ma un'alchimia di corpi che si parlano
senza espressione di voce...
e che si dicono molto più di quello che si vorrebbe dire.
Se magari oltre questa pallida luce
che il mare inghiotte
come un cioccolatino fondente
e si scioglie, scivolando lentamente
sino a raggiungere quel delicato piacere
ci fosse una sala in cui vedere il nostro film...
mi verrebbe da dire...
abbandona il capo sopra il mio petto e ascolta i battiti
di un cuore che pulsa
mentre m'indoro del profumo dei tuoi capelli.
Dai, abbracciami forte
come nella penombra in una stanza
dove io e te siamo siamo una cosa sola...
e osserviamo la nostra storia.
 Quanta paura abbiamo avuto
in quelle parole che non ci siamo mai detti...
 quanto male ci siamo fatti per non aver espresso
quel "Ti amo" dal profondo del cuore.

Andrea Iaia

lunedì 12 dicembre 2016

Diamoci del tempo

 

Diamoci del tempo
sotto i raggi di sole
che consolidano il nostro avvenire:
questa terra sembra una botola
 in cui nascondiamo segreti e misteri
di quel che prendiamo,
per avviarci lungo il sentiero a mani nude
a cercare quel che ci emoziona
e farne un preludio
che racchiude quel che proviamo
quando ascoltiamo
la voce della coscienza.
Diamoci del tempo,
perché se qualcuno ci apre
 e ci tende una mano,
la coerenza gli dice...
che aspettiamo ancora
gli istanti di quel che ci resta
per emozionarci sino alla fine.
Il tempo consolida attese,
 in cui il meglio deve ancora avvenire
e non vogliamo raccogliere solo le briciole
di quel che viviamo.

Andrea Iaia

venerdì 9 dicembre 2016

Baciami


Baciami e non pensare a nulla.
Ti voglio così ora...
così come mi prende,
perché sono pazza d'amore
e mi ubriaco prima ancora
che il phatos si diffonde
nel cuor dell'empatia.
Siamo leggenda
quando lasciamo tutto
fuori da questa stanza
e rimaniamo soli
con la voglia di prenderci
e arrenderci ai nostri corpi suadenti...
baciami e fammi sentire poesia
sulle mie labbra sporche di tuo...
ti darò la chiave per aprire la porta
e fare entrare il vento del mio e tuo piacere.

Andrea Iaia

 

lunedì 5 dicembre 2016

Sorelle noi siamo


Gira la ruota, gira il mondo
e girano i canti dentro quel fuoco
come un gioco dentro le nuvole sopra la testa
in cui vanno i ricordi a far nascere favole.
E di tempo ne è pure passato
ma il tocco di quel mondo fatato
è ancora negli occhi...
e io guardo e mi specchio
perché vivo il momento
come se fosse ora, presente.
E quel girotondo, che cosa racconta?
Racconta il legame che va
oltre la soglia dell'innocenza...
emozioni e competizioni,
litigi e vestiti passati di mano...
pianti e risate... sorelle noi siamo
come coscienza dell'altra,
pronta a lenire ferite per occasioni mancate.
E la più grande, l'amica segreta.
Quella importante, quella che ascolta
ma anche più odiata
perché sempre più grande,
più vicina al sole che splende.
E gira la ruota, gira il mondo
e girano i canti dentro quel fuoco...
ma i ricordi restano dentro quel gioco
del tempo che indietro non torna...
sorelle noi siamo e resteremo
anche oltre la vita.

Andrea Iaia