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domenica 12 maggio 2013

Tu ed io...




Tu ed io...
nel suono cosmico
di vite che non ci appartengono
annulliamo l'ombra
in cui ci vede abbracciati
spegnendo guerre e notti insonni
in cui ognuno è stato spettatore.
Tu ed io...
nel mutar degli anni in cui ci siamo persi
ed ognuno ha visto crescere un'altra storia
improvvisamente, come la pioggia
fende l'aria,
ha scatenato una tempesta
e ci siamo ritrovati
diversi e un po' cambiati,
a fingerci innamorati
ripercorrendo onde di quel sentiero avverso.
Tu ed io, amanti e in sè diversi
dove poi ci siamo dati tutto
anche quando il gemito si è spento
ed è cresciuta la paura di perderci un'altra volta
 siam scappati all'alba
e siam rimasti a lungo dentro un letto
a raccontarci le paure...
e persino il temporale
è stato spettatore dei nostri lati impuri.
E gli occhi sono stati specchi
in cui dentro ci siam riconosciuti...
le labbra sono state fonti
di quel bere dentro un posto sconosciuto.
Che colpa abbiamo se il nostro amarci
ha visto il sole a mezzanotte...
se invece di dividerci per le vite già diverse
ci siam legati e dato tutto
come una vendetta di quello che non abbiamo.
Tu ed io... adesso, 
in cui ci chiediamo dove andiamo
e poi non abbiamo quel coraggio 
di camminare insieme
restiamo uniti dentro questo letto
per addormentarci un'altra volta
e aspettare che il destino
sciolga quel respiro
dove la bocca vuole l'altra
per dissetarsi ancora.

Andrea Iaia

venerdì 10 maggio 2013

L'ho vista danzare




L'ho vista danzare
dentro apparenze statiche
e nei risvolti d'ombra,
e la sua luce lunare
nel senso poetico delle sue labbra
mi ha parlato nell'anima.
Parole dolci
nel sensuale tocco di vibrazioni,
dove anche la sua
ha scosso l'aria per adularla.
L'ho vista danzare di notte...
magica visione da far battere forte il petto
in uno specchio d'acqua
dove dentro mi sono confuso,
e il tempo mitigato in adorazione
mi è sembrato col suo silenzio
farle un applauso.
E lei ha continuato a danzare
come in quella notte
in cui il profumo d'Alhoe e Sandalo avverso
fece confondere uno che la stava a guardare.
Lei era diversa e non poteva sentire
l'avvicinarsi di un bacio sulla sua pelle...
e fu troppo tardi, 
quando la fame di quello 
mutò nella parte di un'animale.
Le fece del male
e la trovarono morta sulla riva del lago
dopo un mistico gioco
in cui la luce si fuse col cielo.
E la luna pianse per non averla difesa. 
Lei continua a danzare
con la parte di me, 
che vuole vederla volteggiare nei sensi,
per portarmi in giochi d'acqua e di luce
dove la voce con l'aria
poi si condensa nell'anima.
Danza di notte, 
quando voglio vederla brillare
nella magia di un sogno 
che non voglio interrompere...
e voglio che viva per sempre
per accendere gli occhi
alla sua sensuale danza del ventre.

Andrea Iaia

lunedì 6 maggio 2013

Io mi ricordo...




Io mi ricordo dai vetri sporchi di pioggia
che il tempo nascondeva bugie
e istinti selvaggi
in quella voglia di essere oltre
con la valigia dei sentimenti.
E mi ricordo le strade bagnate,
la vita che non voleva essere cambiata
e mi dicevano che il mese poi non aspetta
e che quello che hai
finiscono sempre a pagar le bollette.
E mi ricordo davanti ad una fetta di pane 
a zucchero e vino
i sogni che avevo e che spesso li richiudevo
in un posto segreto.
Aerei di carta che facevo volare
per raggiungere il sole e viaggiare
dentro destini migliori...
e l'acqua che spesso mancava dal rubinetto...
a tavola un solo ed unico pasto.
 Mi ricordo mio padre in bicicletta
e quella volta che una bronchite
lo costrinse a stare dentro ad un letto
e mia madre sfidò quella pioggia
per convincere uno cui tutti
baciavan le mani
a rinnovarle una cambiale.
E di colpo tornò il sorriso
e la pioggia cessò di graffiare i vetri
anche se quell'uomo veniva spesso
a bere un bicchiere di vino
e vedevo mio padre
che lo lodava come un sant'uomo.
Io mi ricordo che dai vetri sporchi di pioggia
vedevo solo un gran farabutto andare via
e volevo essere grande,
magari per prenderlo a schiaffi
e a farmi sparare dentro la testa.

Andrea Iaia